Saucony Triumph ISO2

Marca e Modello

Saucony Triumph ISO2

modello precedente: Triumph ISO12

Specifiche tecniche principali       

Categoria : Massimo ammortizzamento

Differenziale (tallone/avampiede): 8mm

Peso: 290gr

Utilizzo principale:

Scarpa da allenamento a ritmi medi, lenti e veloci;

Gare su media e lunga distanza;

Parere in un flash

Ci si fa di tutto…senza rinunciare a nulla

Nuova impostazione tante novità rispetto alla ISO12. Solo il drop è lo stesso.

Tutto nella ISO2, a partire dalla scarpetta ad “effetto calzino”…J…, è stato oculatamente evoluto ed arricchito.

Non lo nascondo, mi piace moltissimo questa ISO2. Sono già al terzo paio e non ho intenzione di smettere!…e non sono di parte per strane ragioni, tutte le ISO2 sono state acquistate liberamente dallo scrivente.

Si partiva dalla ISO12, modello protettivo ma, a mio parere, un pochino sonnolento e per certi versi un po’ troppo morbido soprattutto se paragonato alla tradizione Saucony.

La ISO2 è un concentrato di tecnologia non fin a stessa. I due punti focali sono il nuovo sistema ammortizzante Everun e la nuova suola TriFlex: cicciotella, solida ma flessibile.

La scarpa è protettiva ma nel contempo performante. Si passa in un amen da una andatura ovattata sopra i 5’/km alla brillantezza dei 4’/km (..ovviamente parlo di me, tapascione senza speranza ma con tanta passione…) e la ISO 2 rimane piena, solida, rapida e flessibile.

Provo a trasferirvi cosa intendo descrivendovi le sensazioni provate in allenamento. Dopo un buon riscaldamento, un 10.000 corso brillantemente cogliendo la buona reattività della scarpa che in gergo “ti segue”, recupero camminando per 500mt…per poi fare un 1000 defaticante. Cosa di meglio che trovarsi a fare un 1000 piano con la sensazione di calzare una scarpa che sembra nata per questo. Il tutto però indossando la stessa scarpa che, nel mio piccolo, mi ha fatto sentire veloce solo pochi minuti prima.

Primo contatto

Mi piace anche esteticamente questa ISO2. Soprattutto nella colorazione blu e nera.

In questa colorazione non troppo sgargiante la scarpa può , a mio parere, avere un futuro nell’uso di fine carriera, con abbigliamento casual, soprattutto per chi come me si trova ad avere la scarpe scarica (…dopo tanti km) ma con la tomaia ancora in buone conduzioni.

I materiali, come da tradizione Saucony, sono ottimi. La scarpetta ISO, che nella versione precedente mi era parsa un po’ rigida, calza a pennello…appunto come un calzino che però dona la necessaria stibilità.

Ottima la forma e la morbidezza in zona achillea.

Gli unici due appunti che mi sento di fare sono alle stringhe (un po’ troppo sottili e quindi non sempre in grado di distribuire in modo uniforme la pressione della allacciatura) ed alla parte anteriore della tomaia delicata e predisposta, nel tempo, a possibili fessurazioni nella zona di contatto con la parte superiore dell’alluce.

La forma della suola è rassicurante: piena ma non goffa. Sia se in pianta come appoggio a terra che nella vista laterale. I numeri del drop lo confermano: spessore tallone 30mm, avampiede 22 mm.

E’ tutto pronto… via con il primo passo nella ISO2

Sensazioni all’utilizzo

La ISO2 non è super ammortizzante come lo possono essere varie concorrenti. Diciamo che ammortizza al punto giusto permettendo al piede di lavorare benché protetto.

Le asperità del terreno si sentono, non infastidiscono ma si avvertono. Non siamo di fronte ad una calzatura che si può definire, come altre concorrenti, ad impatto zero…ma nella economia della ISO2 va bene cosi.

La ISO2 ci consente di percepire la trazione del piede e sfruttarne le capacità propulsive in grande sicurezza grazie ad un comportamento neutro ma nel contempo stabile ….. Buone Corse!